LA VESTALE
MELODRAMMA IN TRE ATTI DI JOUV
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RICORDI & € - EDITORI
(PRINTED IN ITALY) | (IMPRIMÉ EN ITALIE)
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LA VESTALE
MELODRAMMA IN TRE ATTI
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DE JOoOHIx
TRADUZIONE ITALIANA DI
GIOVANNI SCHMIDT
GASPARE SPONTINI
Tutti i diritti della presente edizione sono riservati.
FERICORDI &.C.
EDITORI-STAMPATORI MILANO - ROMA - NAPOLI - PALERMO - LONDRA LIPSIA - BUENOS-AIRES - S. PAULO
PARIS - SOC. ANON. DES ÉDITIONS RICORDI NEW-YORK - G. RICORDI & C., INC.
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Lita d’ Opere. 8 Operetta.
MUSIC LIBRARY _UNC - CHAPEL HILL
PERSONAGGI
LICINIO, Generale Romano . . GIULIA, giovane Vestale., —, rai, CINNA, Capo di legione , i : \ . Il SOMMO SACERDOTE. - . . BR GNVESTALE
Coro E COMPARSE
Vestali — Sacerdoti — Popolo — Matrone
Tenore” Sopranc Tenore Basso
Soprare
Donzelle — Senatori — Consoli — Littori — Guerrieri
Gladiatori — Danzatori — Ragazzi —. Prigionieri,
La scena è in Noma.
(ATTO PRIMO
e
SCENA PRIMA,
Foro.
A destra l’atrio del tempio di Vesta che comunica, per mezzo d’un intercolonnio, col soggiorno delle Vestali. In fondo, e dal mede- simo lato, il palazzo di Numa e parte del Bosco sacro che lo
_ circonda. In lontano il Monte Palatino. — Si vedono sulla piazza i preparativi di un trionfo. — Il giorno spunta appena.
Licinio e Cinna.
Durante il ritornello, Licinio è appoggiato ad una delle colonne dell’atrio. Cinna esce dal bosco.
Cin. Presso il sublime tempio a Vesta sacro, A che Licinio mai previene il giorno? | D'ambascia e di languore Divorato è il tuo cuore. All’amistade, Quel segreto che ignora, deh! confida. | (Licinio vuole allontanarsi) Invan fuggir mi vuoi: i Io seguo i passi tuoi. Lic. (accennando l'atrio) Queste mura perchè sul capo mio Or crollar non vegg’io? Tanto infelice Sarò! Cin. Tu! mentre al tempio di Memoria Consecrato ha vittoria il nome tuo ? Quando il tuo braccio, d’immortali gesta Segnalato, discaccia alfine i Galli Dalle già scosse nostre mura, e quando . Riedi in sen della patria trionfando?
“tg AMIetei tti
Lic.
Cin.
Lic. Cin.
Lic.
Cin.
[se
E che giovano a me gli onori vani
D’ importune grandezze
E di sterili allori? A me che giova
Roma tutta, la ‘gloria e la mia vita?
Quali voti, o Licinio,
Puoi tu formare ancora ?
La trfonfal tua pompa
Forse non vedo? e d’oro
Cingerti al crin l'alloro
La giovane Vestal non vedo omai?
Taci: dicesti assai...
Perchè fremi? Onde han fonte
Il trasporto e l’ affanno
Che la ragione abbandonar ti fanno?
Tu nascondi a un fido core La cagion del tuo dolore... Il vedermi a te dispiace... Qual compenso alla mia fèl Soffrirei l’oltraggio in pace
Se vedessi il tuo contento: Ma l’affanno, ma il tormento Vo’ dividere con te.
Ebbene, il mio delitto, il mio furore
Meco adunque dividi.:
L’estrema violenza
Della fiamma che m’arde
Partecipa con me; quella Vestale
Ch'amo, contendi al cielo.
T'è noto il mio destin. Lo
D’orrore io gelo;
Da quai fiere sciagure
Minacciato io ti vedo!
Qual demone nel seno.
Un sacrilego ardor t’ispirò mai?
Era puro il mio ardor. Che dirti posso?
Giulia... sì, quest'oggetto
Di terrore e d’affetto,
Fu dalla madre un tempo
’romesso alla mia fè. « Ma il Capo altero,
» D’ un?’ illustre famiglia
» A donarmi la figlia, allor che gloria
» La mia stirpe ignorava e il nome mio,
» Poteva indursi mai? o
» Al campo alfin volai.
» Nobile ambizione,
» Col mezzo de' felici miei sudori, |
» Segnalò la mia vita. Dopo un lustro
» Vincitore alla patria io fo ritorno,
» E la speranza di quel ben che attendo
> Il cor m’inebria... Ahi barbara sciagura! » Terribil Fato! » Giulia Agli altari obbligata, Ohimè! dal moribondo genitore, Tradito i giuramenti ha dell’ amore, Cin. Io ti compiango. ECESG, È poco Il compiangermi. Cin, E speri? Lic. Nulla; ma stanco di temer son io. Cin. Ad un fatal trasporto Non darti in preda; pensa. Alte leggi, agli Dei Che offende l’amor tuo: tremende in loro Son l’ira e la vendetta. Lic. Saprò subir la sorte che mi aspetta. » Non ignoro il periglio, » L’abisso io ne misuro; » E l’amistade tua per involarmi, » Cinna, alla colpa mia, » Vani sforzi farìa. La violenza > Di questa fiamma rea » E tale, che de’ Numi il poter tutto » Oppor solo potrebbe all’amor mio » Il mio morir. Cin. Vogl’ io Indicarti i perigli a cui t'espone Il furor che t’invade. Amor vuole affrontarli: Amistade saprà parteciparli, Bic: Quando amistà seconda il mio ardimento i Di quai perigli io proverò l’orror? Sgombra da te sì rio presentimento: Tor Amato io son: felice è questo cor. Cin. Ah! sgombri il ciel sì rio presentimento, Che fa penar quest’agitato cor.
a 2
Lic No, del mio colpevol foco Nulla può smorzar l’ardor. A te che nel periglio Compagno esser ti piace, Î Nel mio disegno audace ip. Soccorso io chiederò. Teco è quest’alma unita In un eterno nodo: Da chi poteva alta, Senza di te, sperar?
so i Cin. Se del tuo colpevol foco : Nulla può smorzar l’ardor, In sì fatal periglio | Compagno esser mi piace; Nel tuo disegno audace Soccorso io ti darò. Teco è quest’ alma unita. In un eterno nodo In me potevi aìta Soltanto ritrovar. » Oggi sopporta almen che la prudenza » Ti rammenti la gloria, i
» E l’onor che t’attende. ?
» Mi segui, poichè l'ora — i
» In cui tu devi trionfar s’avanza.
Lic. » Invigorisce amor la‘ mia costanza. (partono) | (durante questa scena ss è fatto giorno)
SCENA II.
La Gran 'Vestale, Giulia, /e Vestali.
Escono dall’atrio e cantano l'inno seguente prima di condursi al Tempio — S ct l
-
Inno mattutino. i "BE
G. V. Alma Vesta del ciel pura figlia, Splendon qui le divine tue faci, E conserva a noi fide seguaci Quella fiamma destata da te. Ves. Alma Vesta, ecc. < DE (durante quest'inno, Giulia mostrasi nella più profonda Da fazione, e non si scuote che per appropriare a sè stessa le minaccie che l'inno contiene contro le Sacerdotesse infedeli) Giu. Fremo al nome di Vesta, e le ciglia, Di reo pianto mi sento inondar! SAI » Casto nume, alla sola innocenza -» Degli altari affidasti il pensier; » Voti impuri, tua diva presenza, 20 » Rei desiri non san sostener. VEs. Alma Vesta, ecc. G. V. Quel delubro ove il mondo t'adora a L’empia Vergine accoglier ricusa;. La smorzata tua fiamma l’accusa SERE Poi la terra la chiude nel sen... ci ps
13
VEs. Alma Vesta, ecc. G. V. Vestali, in questo giorno - Roma vittoriosa Al Prode suo presenta Il premio del valore; A voi spetta l’onore D’ornar di lauro il glorfoso crine, Vedrete al vostro piede, Sotto quest’archi di trionfo, tutto Il popol di Quirino radunato, E lo stesso Senato La maestà suprema Dei Consoli prostrarsi anche vedrete Innanzi a’ vostri fasci. Ite nel tempio, E i vostri sagrifizi Rendan Giano ed Astrea numi propizi. Giulia, rimanti.
(le Vestali vanno al tempio per via del? intercolonnio che conduce)
‘ SCENA III
Giulia e /a Gran Vestale.
G.V. E questa L’ultima volta che de’ tuoi perigli L’immagin ti presento, che ravvivo Il tuo coraggio, e del dover la voce Udir ti fo. Ti nuoce La catena che cingi, E fino a piè dell’Ara Quegli sguardi piangenti Provano il grave duol che in petto senti. Di Vesta il culto e i sacri suoi misteri . Non ponno dileguar l’orror che provi. Ne’ sensi tuoi smarriti un’altra furia Di sacrilega brama Il veleno versò, che a’ lumi tuoi __ Cela V’abisso in cui piombar tu vuoi, Giu, Che si vuci: da me? Le vostre leggi, Vittima sventurata Dalla forza obbligata, Obbedisco, piangendo il mio destino. G. V. Forse d' invidia degno Maggior ve n’ ha sopra la Terra? Roma
Del sacro suo Palladio a noi confida
Il prezioso arredo: omaggio, onori
Di nostra.vita fan lieta la sorte.
Giu. (E un istante d’error ci danna a morte). G.V.In vera pace immerse,
E nel sen del soggiorno il più felice,
G. V.
I
E i perigli d'amor sprezzar possiamo. ° (Giulia sospira) iS
U I
Oh di funesta possa IA Invincibil comando! LR IERI Ros Speme non v'è; da’ Numi RR e - Mi veggo abbandonata. - i PT cono SN Ribelle all’amor mio, volli, ma invano, cao tan Al mio fato sottrarmi E tn Non solo, ma privarmi I Di mia sorte maggiore,
nice RT pa Baleari E 5
tributi del mondo riceviamo, . 220 SS
È l'Amore un mostro, un barbaro; È nemico a.Vesta Amor: Gli diè vita un dì Tisifone Dell’Averno fra l’orror. Per lui sol di colpe e lagrime L’empia terra s’ innondò; x Sugli abissi il trono orribile, Sulle tombe egli piantò. Il tuo cor si perde, o figlia, E per te tremar dovrò. Fo, 2 In nome degli Dei i (spaventata) E di Vesta che adoro, ERI Quella grazia che imploro a me concedi; Soffri che in queste mura = Celata a ognun, senza di me disposta La cerimonia del trionfo sia.. Invan sottrarti vuoi Alle cure devote Che la legge t' impone. Tu sei quel: Che vigila fra l’ombre della notte L’eterna fiamma; l’ immortal corona Oggi ricever deve a’ piedi tuoi ll vincitorj invan sottrarti puoi. a » (La Gran Vestale entra nel tempio) ©
SCENAZIVO
‘Giulia so/a.
o 13 Licinio vincitore Rimirando al mio piè: di compier seco Dell’ impero il dovere... Oh Diva! questo Sforzo dell’alma mia | .Bastante al tuo rigore esser dovria. Tì vedrò fra momenti o mio bene! La soave tua voce udirò! Ravvivar la primiera mia speme, Al tuo sguardo, nel petto saprò. D’ una misera vita, | Condannata da’ Numi, quell’ istante Potrò almen consecrare al caro amante. Ove mai l’error' fatale Ti trasporta, empia Vestale? Ahi! qual nome a te sfuggì! Grazia, clementi Dei... «____Ves. Ministra vieni; (sui gradini del tempio) TE L'assenza tua sospende il sagrifizio. | A questa volta il cocchio Del trionfante Duce Segue il corteggio, il qual qui s1 conduce. : Coro Pace richiama alfine (di dentro) È SA Or de’ Romani il vindice, fi De’ Galli il domator. «Giu. Oh affanno!... ahi! che terrore! rg - Oh! di funesta possa . Invincibil comando! i. Gelare il cor mi sento. © Di me che fia in sì fatal momento? (entra nel tempio).
8 SCENA V.
Giulia, Licinio, Cinna, /a Gran Vestale, :?/ Sommo Sacerdote, a Consoli, Senatori, Matrone, Vestali, Gladiatori, Corteggio trion- DE fale, ecc.
(Da varie parti si avanza sulla piazza il corteggio preceduto dal popolo che riempie il fondo della scena, vengono quinai i Sacerdoti di varii templi, alla cui testa sono il Sommo Saceraote, il Capo degli Aruspici, il Senato, i Consoli, le Matrone ed 1 Guerrieri. Dopo che questa-prima parte del corteggio ha pigliato posto, escono dal tempio le Vestali: la Gran Vestale porta il Palladio. Vien recata
innanzi a Giulia (come Vestale addetta alla custodia del fuoco)
__« wn°Ara accesa. Le Vestali passano davanti alte schiere che loro fanno gli onori supremi, il Popolo s° inginocchia, il Senato s° inchina, i
— fasci de Consoli si abbassano innanzi a quelli delle Vestali, portati
da quattro Littori: elleno vanzo a situarsi in cima ad un palco
III,
a SEA SR vicino all’atrio; e sotto il medesimo si parinaro $i Consoli ed DR il Senato. Comparisce il carro del Trionfatore, preceduto da suona © fori e tirato dagli schiavi in catene. Alcuni duci, nemici e prigio —
| nieri, seguono il cocchio. Licinio è in abito trionfale e tiene il ba stone del comando. Cinna è alla testa delle schiere).
CORO GENERALE
Di lauri il suol spargiamo
a Di Vesta il tempio orniamo; Pace richiama alfine Nelle latine mura Or de’ Romani il indice,
- De’ Galli il domator.
PR aroro
La morte, - le ritorte Già di Quirino ai figli Il fato minacciò,
Ma da un Eroe guidata, L’aquila i feri artigli A danni altrui spiegò.
Coro GENERALE
Di lauri il suol spargiamo, ecc.
PopoLo
Arbitro egli è di guerra, A lui si presti onor.
DONNE
Riposo ottien la Terra Per lui; si adori ancor.
Lic. Trionfan le armi nostre. Marte guidar ci volle AI campo di vittoria; — E, figli della gloria, e Tuttor noi siam dei popoli l’onore, De’ nemici il terrore. A’ sommi Numi 3 Grazie rendiam di quanto La mano lor concede, - E di riconoscenza ognun prepari. Pari incensi votivi sugli altari. A \{ Consoli assistono Licinio mentre scende dal cocchio, e lo con
ducono sotto un trofeo innalzato a destra del proscenio). BIE
SACERDOTI E VESTALI
3; . Arbitro egli è di guerra, N E ‘A lui si presti onor, ecc.
Gi V. Ti dell immortal face (a Giulia) | Vigil custode, in la solenne notte Che annunzia al mondo un giorno glorfoso, Do, Consacra, o Giulia, il serto prezioso. (le dà i! lauro doro) «Lic. Ascolti?... questa notte... ella... nel tempio... (fiano a Cinna) «_ Cin. Taci: ciascun osserva i nostri moti. (piano a Licinio) ._ G.V.All’Eroe dei Romani il guiderdone (a Giulia) ; Porgi della vittoria, e sia per lui, Mentre è d’onore il pegno, Dell’amor nostro un segno. Giu. (prendendo la corona e passandola sul fuoco sacro) _ (Sostenetemi, o Numi!) ‘Lic. (E dessa... Al cor mi sento L’ebbrezza del contento).
- Durante le cerimonie, alle quali Giulia presiede, il popolo canta il —. Seguente)
Coro GENERALE
Della dea pura, seguace, Cingi a lui Pillustre fronte, Mentre il cantico di pace Il suo nome innalza al ciel. o Giu. (durante il precedente coro attraversa la scena, e con piade va- 5 cillante ascende dov'è Licinio; questi s ‘inginocchia innanzi a let, che nel porgli in capo la corona, canta con voce alterata) __»»—»—»— Giovin prode, in sì bel giorno Prendi il pegno della gloria; - Monumento è di vittoria, E lo sia del nostro amor.
Coro. di: _ Giovin prode, in sì bel giorno, ecc..
Lic Ascolta... Giulia... ascolta... . - (piano a Giulia) Qui... sotto questa volta... G. XL, Quanta agitato ha il cor! (osservando Giulia) sa «Sopra quel mesto ciglio dt ‘I segni del dolor, - Veder si fanno).
16 Cin,
radisce il tuo pensier (piano a Licinio) Quello smarrito ciglio
Che puote esser forier
Di duol, d’ affanno).
S.S. (in tuono profetico fissando gli occhi sull'altare delle libazioni)
Giu.
Lic.
(Nel seno di splendor Qual nube tetra appare! Di fosca luce ancor Langue l’altare). i (Oh! istante che temer (con ismarrimento) Tanto mi fece e tanto! Altro non so veder Che lutto e pianto). Ascolta... o Giulia... ascolta... (piano a Giulia) Qui... sotto questa vélta... | Della vicina notte Infra gli orrori amici, T'involeiò.
Giu. (spaventata) Che dici?...
Uno DE’ CONSOLI (approssimandosi a Licinio)
‘ La pace in questo giorno E il frutto del valor; Godi del tuo sudor A lei nel seno.
£ qual presiedi al fato De’ cittadini ognor, AI giubilo di lor Presiedi appieno.
Coro
La pace in questo giorno, ecc.
(Giulia va a riprendere il suo luogo presso il fuoco sacro, e
Licinio fra’ due Consoli. I giuochi, le danze, i combattimenti de’ lottatori seguono successivamente)
S. S. (ferminati i giuochi)
Omai cessi il tripudio : al sommo Giove Nel Campidoglio andiamo «Le vittime a .immolar. D’opime spoglie
Adorni il vincitor le sacre soglie. RAI CUI Corteggio va al Campidoglio nell'ordine con cui è venuto)
CoRO GENERALE
Di lauri il suol spargiamo, ecc.
FINE DELL'ATTO PRIMO. miu
_—@ << © » 0 —
- SCENA PRIMA.
BITTO SECONDO
Interno del tempio di Vesta in forma circolare. Sovra un vasto
sacro. Sedile per la Vestale. . Giulia, /a Gran Vestale, /e Vestali.
Inno della Sera.
4 VESTALI (intorno all'altare).
î Divin foco, alma del mondo,
pi Della vita immortal segno,
Il tuo ardor, - vivo e fecondo, Splenda ognor, su questo altar.
il fuoco)
Del più gran ministero
Il venerato segno,
Che depongo in tua mano, in questa notte
Te fa custode del favor de’ Numi,
E della sorte de’ Romani ancora.
O Giulia, è questa l’ora
Solenne, augusta, che de’ sommi Dei
T’espone alla presenza, deh! rifletti
Che un infedel sospiro
Punir da lor vedrai,
E che ciechi non son questi archi mai, Divin foco, alma del mondo, ecc,
”
G.V. (consegnando a Giulia la verga d’oro che serve ad
‘altare di marmo, eretto nel centro del santuario, arde il fuoco
allizzare
(nel ritirarsi)
In alto del più profondo abbattimento $° Lu sui gradini deb dÈ 3 l’aliare, dove per un istante rimane prosternata.
SCENA IL
Giulia sola. SE PRA
Tu che invoco con orrore, | iL Dea tremenda, alfin m’ascolta; | j Questo. misero mio core ; Fa che possa respirar, Or che vedi il mio tormento, Le mie smanie, i miei contrasti, Deh! ti basti - In me l’ardore Puoi tu sola dissipar. s (si alza, ascende sull'altare e vi attisza il fuoco) Su questo sacro altare, I Che oltraggia il mio dolor, fremendo io porto La sacrilega mano. L’odioso Aspetto mio pallida rende questa. Immortal fiamma: Vesta Ricusa i voti miei; E m’urta il braccio suo lungi da lei, È (smarrita si aggira per la scena) = Amor, tu il vuoi, m’arrendo... sa Ma dove io porto il piè? E qual delirio, ohimè! Miei sensi invade? Invincibil potere A’ danni miei cospira; Mi stringe, mi trasporta... T’arresta: hai tempo ancor; ‘sotto i tuoi passi La morte, o Giulia, stassi, e La folgor sul tuo capo... (delirando) Ma Licinio è colà... posso mirarlo, SE Favellargli, ascoltarlo, E il timor mi trattiene?... Non più; del mio delitto Furore, amor, la pena han già prescritto. Sospendete qualche istante La vendetta, o crudi Numi, Finchè possa il caro amante Coll’aspetto e i vaghi lumi Queste soglie consolar.. |. Poi sommessa alla vostra possanza Quella vita fatal che m’avanza. 5 Sia l’oggetto del vostro furor.
sc Lic.
Tia:
_» Che m'è dolce affrontare, .» Penso alla gloria tua;
La mia sorte è decisa, La carriera ho compita: Vieni, amato mortal, t'ofr'o la vita,
(apre la porta del tempio, e va ad appoggiarsi all'altare).
SCENA III.
Giulia e Licinio.
Giulia!
Giulia ! Trema l’altar! Pur ti rivedol In qual tempo, in qual loco! Quel Dio che ci riunisce, Or vigila d’ intorno a queste mura, E de’ tuoi giorni ha cura. Io tremo sol per te... De’ tuoi perigli
L’immagin disprezzai. Da sforzo sì terribile, conosci Il mio coraggio.
» Ah, Licinio]
(in fondo alla scena) la voce sua...
» Ricevi (avanzandosi) » Il giuramento mio:
» Vivere sol voglio
» Per amarti, difenderti, servirti.
» Posso aspirare almeno
» D’ un istante al piacer? Forse non hanno Asilo le foreste, Sotto altro cielo, in qualche antro selvaggio? Parla: da un rio servaggio Involarti saprò. No, mai non fia. » Di questa vita mia, caro, disponi: » La sacrifico a te; ma della tua » Son debitrice a Roma ed agli Dei, » E tra’ perigli miei,
la vo’ serbare. «Avran pietà gli Dei
Di tante nostre pene;
Un raggio vibran Ela d’amica spene.
20 Figlia del cielo, idolo del cor miol Arbitra te voglio - della mia vita; Fan quegli sguardi tuoi | La mia felicitade. Invidi i Numi {8 Fian del nostro destino. i La Dea d’amor che invoco Un giorno ci unirà. Giu. Cielo!... da questo Altar, per noi funesto, — t'allontana; Langue la fiamma. (Giulia accorre all'altare e vi attizza il fuoco. Licinio, attervito, ritirasi in fondo al tempio) > st I Lic. Oh casta Diva! sgombra Il funesto presagio. La mia colpa è d’amar chi ti somiglia, E nasce il nostro amore Tutto dal tuo candore. Giu. Di Saturno la figlia I nostri prieghi ascolta; Dell’ infocato altar la viva fiamma Il celeste favor chiaro ci mostra. Lic. Chi dubitar potea . Del favor della Dea? Qual Dio, se tu l’ implori, Ascoltarti potria, E non impietosirsi, anima mial Giu. Ah! ch'io ritorno in vita! Del passato a me resta Una debol memoria; un fosco velo Sull'avvenir si stende, E un punto tutto l’esser mio comprende. Che smania!
Lic. | Quai trasportil Giu, ‘‘‘ ‘Son teco, mio tesorl Tic: Di quegli sguardi teneri
S'inebria questo cor. Vieni: colà sull’ara Ricevi la mia fè. Giu. Brillar mi sento l’anima! Vieni: colà sull’ara Ricevi la mia fè. a 2 Nell’eccesso del contento Terra e Numi - a un tratto obblio, In quei lumi - idolo mio, Tutto accolto è il ciel per me,
Lic. All'amore io m’abbandono: Altro ben per me non v'è. FO Gru. Sol per te viver vogl’io. i
Lic.
az
Giù; Lic. i Giu,
Lic. Giu. Lic.
21 Voglio vivere per te. Vieni: colà sull’ara Ricevi la mia fè.
(Mentre i due amanti si avviano all'altare, il fuoco, che a grado a ‘grado si è indebolito, in un tratto si smorza, e la scena non rimane illuminata che da un barlume, supponendosi che venga di fuori)
Qual notte!
Giusti Dei!
(sull’altare) Perduta io sono!
Ah! più non v’è speranza!
La fiamma si smorzò; vissi abbastanza,
Che dici?
Io morirò... Gelar mi fai.
SCENA IV. I suadetti. Cinna.
Licinio! Ciel, qual voce! Il tempo vola: Là, nel primo recinto, Strepito s’ode. Andiamo: Involarci possiamo Tra l’ombre della notte; de’ momenti Che il destin ci concede Or profittiam... È Vedi quell’ara; estinto È il divin foco, e vuoi ch'io l’abbandoni?
(entra precipitosamente)
. Qui la presenza tua
Cangiar non può mia sorte;
Anzi l’orror di morte, É
Senza speme, m’ingombra. Ebben seguimi... andiam... (con voce smarrita) Ferma: al suo fato Così schiudi la via. Ah! disperato io son. Giulia!... i Oh follia! Se ti son cara, senti - Pietà di te, mio bene! Quest’anima ha presenti
Solo i perigli tuoi...
Tel chiedo per l’amore
Che ad-ambo avvinse il core: Se tu salvarmi vuoi
T’invola per pietà.
Lic. Finir tra questo orrore | La vita mia dovrà, Cin. Fuggi da questo orrore fo - E cedi all’amistà. Vieni... (lo prende per mano) Lio: Lasciarla!... oh Diol Cin. KE d’uopo. ì Lic. Nol poss’ io. Cin. Se tardi un solo istante La perdi, Lic. (con furore) Andiam (a Cinna). La voce Sol dell’ardir m' invita. Se l'amor mio ti nuoce (a Giu.)
Proteggerti saprà.
Licinio alla tua sorte E: T’involerà, mia vita; È: O teco almen da forte o Ei la dividerà. È:
(odonsi le grida del Popolo al di fuori) ——
Coro DI DENTRO
Il ciel vendetta grida. Sa Contro la Coppia infida, ! Che coll’indegno aspetto L’are contaminò.
Cin. Lontane grida (sendendo l'orecchio) Udir si fanno... I Affretta il piè.
i BS(at In tanto affanno . S Che farmi? ohimè! SG Giu. Fuggite... 1 5 Cin. Fuggasi. E Lic. (a Giu.) Di te che fia! i Giu. Pel nostro amore, s Anima mia!... o De 40 $ Mea (si odono nuovamente le = O0 DESIRE grida del Popolo) — ;
Le grida orribili...
Vanne a difendermi...
- Cn I Vieni a difenderla... -$ De *. Vado a difenderti; ci SCA Morrò per te. (parte con Cinna). SCENA V;
+ Rd Sa ‘Giulia sola.
Vivrà... con fermo ciglio
Posso del mio destin mirar EGLrOFe:: Erano dal dolore 4 Numerati i miei dì; ne segnò il corso
_ Un istante di gioia...
_ Rammentarli non deggio...
. Gente s’avanza... SE clamori!... Oh Deif Che terribil martoro!...
Licinio!.. Ah! s’ei scoperto fossel... Io moro...
(cade svenuta sui gradini dell’altare).
da SERE:
Giulia, il Sommo Sacerdote. Sacerdoti e Vestali con /umi,
Se nea Coro DI DENTRO
I ciel vendetta grida
. Contro la Coppia infida, Che coll’ indegno aspetto
| L’are contaminò,
5. Oh delitto! oh sventura]
__ Oh colmo di sciagura! Il divin foco estinto... La Ministra spirante... i sommi Dei — Immergono di nuovo, |
pi segnalar lo sdegno lor severo, aNel dos primo ’ Universo intero! 5 (alcune Vestali si affollano intorno a Giulia) ia vivo PACO, ‘ Misera donzella!
24 S.S.
Giu.
STO
Giu.
Giu.
S.S.
Il tempio è profanato,
I Numi, e insiem le genti,
Il misfatto perseguitan; reclamasi
La vittima da lor. Forse sei quella Ch'espiar dee la colpa? Olà, favella. Mi si rechi la morte: io già l'aspetto, Io la voglio, ed è questa
La speme che mi resta:
De’ lunghi affanni miei
Orribil ricompensa. Almen mi toglie Dei vostri lacci al peso.
Sacerdote di Giove, amo: il paleso. In questo sacro asilo, oh! quale ascolto Esecranda bestemmia!
Nell’oltraggiare i dritti
Del tempio augusto, la più santa legge Tradisti, infida a’ voti,
A tuoi giurì spergiura.
Fui colpevole, è ver, vinse natura.
Coro DI SACERDOTI
Pronunziato - ha l’indegna - il suo fato;
Abbia morte condegna - all’error.
O Nume tutelar degli infelici, Latona, odi i miei prieghi; L’ultimo voto mio ti mova. Pria Che al destino io soccomba, Fa che dalla mia tomba S’allontani l'oggetto Per cui morte m’attende. A noi svela l’indegno, Che, di Vesta lo sdegno Per attirarti, in questo sacro albergo Osò portare il piede; Il suo nome palesa. Invan si chiede.
. Interprete supremo
Dell’ira degli Dei, L’anatema terribile Vibro sopra di te. Non v'è più speme! Son tronchi i giorni miei, E la gelida mano della morte Mi sento in fronte.
Perfida Ministra, Ti prepara ad uscir da queste mura:
a Va nel sen. della Terra: — —’1’1‘’Le ‘tue colpe esecrande ivi rinserra.
e DI quel fronte - che ha l’onte - scolpite: (alle Vest.) Le togliete le bende avvilite,
TE . Dei littori alle mani cruente
A 5: L’empia testa dovete lasciar.
da tolgono a Giulia gli ornamenti di Vestale, e le vengono Sa see): ‘ i
CORO GENERALE
Da quel fronte - che ha l’onte - scolpite, . Le togliamo le bende avvilite ; Dei littori alle mani cruente L’empia testa dobbiamo lasciar. {7} Sommo Sacerdote getta un velo nero sul capo a Giulia, la
— quale è condotta dai liltori fuori del tempio. Le Vestali ed 4 — Sacerdoti si IPIND).
=
FINE DELL'ATTO SECONDA
ATEO LERZO
SCENA PRIMA.
Campo scellerato
confinante a sinistra colla porta Collina, sulla quale sta scritto: scrt. ei
LERATUS AGFR. Si vedono tre tombe in forma piramidale: due delle quali son chiuse da nera pietra, su cui si legge il nome. della Vestale ivi rinchiusa, e l’epoca della sua morte. La terza, de- stinata a Giulia, è aperta; una scala introduce nella parte interna.
Licinio 6, e nel massimo disordine.
Ohimè! quale apparato!... Spettacolo d’orrore! L’alma mia s’abbandona al suo furore... Cieco sdegno mi guida... freme il suolo (andando verso la iomba Mea Sotto i miei passi, e pronto è. già l’avello A ingoiar quanto il mondo ha di piu bello. . Giulia fia ver che moral... Ah! no, sio vivo ancora; Di così bella vita Vo’ farmi difensor, Contro il destin severo Che invan placare io spero, Dovrà prestarmi aita Un disperato amor,
SCENASTE
Cinna e detto.
Lic. Cinna, l’arme che fan?
Cin. Speriamo invano; Geme ognun; ti compiange,
Ma non osa difenderti.
Lic. Codardi!
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‘Le schiere tutte lo spavento agghiaccia;
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Ma per morirti al fianco Di amici e di guerrier numero scelto Seguita i passi miei, e là celati Stansi sul Quirinal, gli ordini tuoi Seco attenderò. | Fido nell’amico. Fida nell’ardir mio; Teco a sprezzar perigli appresi anch’ io. Ascoltare i vani accenti Di prudenza omai non giova, Ti darà novella prova Nel difenderti amistà. Può de’ Numi la possanza Far che teco io resti oppresso, Ma da lor la mia costanza Avvilirsi non potrà. Forza tal non ha la sorte, Per dividerci giammai, Ed il giorno in cui morrai La mia morte anche vedrà, Ma pria d’avventurar l’ inegual pugna Del Supremo Pontefice il ‘potere Da te s'invochi. » Ogni speranza esclude Del Grande Sa erdote La fatal cecità. » L'ira de’ Numi Ei sol può deviare, La Vestale involando al suo destino, Qui giacer deve. » Alla Collina porta Appunto eccolo innanti
Fra questi orrori ei vien, seco rimanti. (parte)
È SCENA III
Il! Sommo Sacerdote con alcuni Sacerdoti, e detto.
ic. D'un sacrifizio orrendo Disposto è l’apparato,
Vittima d’altra legge la beltade,
. La giovinezza in preda _ De carnefici, | Discenderà ? i
viva nella tomba
28- hs a SS. Tal’ è il voler de’ Numi, Lic. Per disarmare l'ira A te pur lascia i modi La somma lor clemenza: Vengo per Giulia a chiederti assistenza, . S.S. Che ardisci domandar, mentre lo Stato, La salvezza di Roma D’ una vittima. han d’ uopo? Giulia deve morir. Lic. Da un delitto Il bene degli Stati non dipende. S.S. Que’ tetri monumenti assai ti mostrano Che mai tali orror mai perdonò la Dea. Lic, Romolo deridea allor che nacque La tua legge fatal: d'una Vestale Gli diede in sen Marte la vita. Sani Giulia Deve morir... Lic. No, no... non fia mai verol... Suo complice son io. O selvarla, o morir con lei desìo. S.S. Morrai senza salvarla. Contro il divin poter, che insultar osi, ‘ Debole scudo è il tuo valore istesso; La Tarpèa Rupe è al Campidoglio ap presso. Lio, Tu sol dovrai tremare In fra gli sdegni e l’ira; Il tuo crudele Altare Col brando scuoterò.
DIS. La folgore piombare Sopra di te vedrò. Lic) Provar dovrai il mio sdegno cs Se Giulia perirà. e IS: L’iniquo tuo disegno Il ciel confonderà. LI; Co’ miei fidi, ch'io sproni al furore, }
Coprirò questi campi d’orrori, E la vittima illesa sarà.
Sea: Trema, trema, son vani i furori, e E la vittima estinta cadrà. (Licinio parteL
SCENA IV. Un Aruspice e il Sommo Sacerdote.
Aru. Differir vi consiglio il sacrifizio ; E vittima possente.
29 -D. s, Venerabile Aruspice, Non temete di lui; fi Sarà mia cura gl’ impeti arrestar °° D’un giovin folle. | Aru. De’ soldati e del HoDoS se la turba Sdegnata... . S.S. Degli altari è la gloria sicura ; E Or si compia il dover nostro, e del resto Si lasci al ciel la cura.
SCENA V.
Giulia, /a Gran Vestale, :f Sommo Sacerdote,
Popolo, Sacerdoti, Soldati, Matrone, Donzelle, Vestali, Consoli, ecc.
(Giulia, condolia da’ littori, è circondata da’ suoi congiunti e da un numero di Donzelle. Innanzi a lei viene portata un’ara spenta. Le Vestali recano gli ornamenti delia Vestale condannata).
"Coro DI PopoLo durante la marcia della comitiva.
La Vestale infida mora, Che in orrore è degli Dei; E la morte serva a lei ll misfatto ad espiar.
Coro DI DonNZELLE E DI VESTALI.
Sul fior degli anni - tanta beltade, Tra crudi affanni - perir dovrà!
Numi, perdono, se la pietade Amare lagrime spander ci fa!
— Giu. Tenere suore addio! - (alle Vestali) E tu, che ancor degg’io (alla G. V.) Venerar, tu disarma i “Per me l'ira del ciel; d’essermi madre
In questi estremi istanti
Non isdegnar; la figlia _ Benedici or che abbraccia
| Le tue ginocchia. (le cade ai piedi 3 Figlia!... Ah! sì, lo sento:
Tutto il materno affetto, Nel vederti al mio piè, mi parla in petto.
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S.S. Sul profanato altar, tosto sospeso Della Sacerdotessa il velo sia. Se al suo fatal error Vesta perdona, Incenerir tra poco
Vedrem la spoglia dal celeste foco. | (le Vestali appendono il velo all’ara, ed ognuno ivi guarda > isso) = [Ri SEA Coro DI DONNE 4 Noi t' imploriamo, o Dea, x 53 Per la Donzella rea; i Risplenda a’ nostri sguardi, La
Nè tardi - il tuo favor. (lungo silenzio)
S.S. Pronunziato han gli Dei (p07 "207, a Giulia una lamp. accesa) 3 La pena a te dovuta; il ‘tuo delitto © Morte deve espiar. Nella sua tomba
La vittima, o littori, omai guidate. È Giu, ._ Caro oggetto, il di cui nome >. Proferir non m'è concesso, =
Mio delitto è sol d'amarti; s*
In lasciarti io t'amo ancor: “a
Ed a quella tomba appresso Si
Mentre errante - è l’alma amante £
D'un fatal amor la face Sg
Più ‘verace - io sento al cor. È
L’ ultimo pensier. mio 7a
Morendo ancor t' invio, 3
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L’estremo mio sospiro Esalerò per te.
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I dì dò Pi * , ; Se Ni ab ; be SASSO LIZAE n (A PARO ea I BARS, e e ig i e ae
SCENASIZE
I suddetti, Licinio con Guardie viene precipitosamente 1, dal Monie Quirinale. -
Lic. Fermate, cd Satelliti di morte! | si Giu. Qual voce! = e sul limitare della tomba, essendovi già metà Lic. L’ innocenza Immolasi da voi. Son io ?' indegno Che di Vesta lo sdegnc - meritai.
entrata per
& dai 31 Giulia « che l’ira vostra or qui minaccia »
- Nella mia fiamma rea “ i
| Parte non ha, Sia salva. Il sangue mio Versar sugli occhi vostri ora vogl’io.
una (appoggiando il petto sulla punta della spada) . Coro (tratfenendolo) Numi! Licinio!
GIU. Invano a farsi reo
Or quest’ eroe s’affanna; a Romani, io nol conosco; egli v° inganna. Lic. Chel tu non ni conosci?
x
“Coro DI SACERDOTI
2 & » Complici nel delitto a » Perano uniti ancora.
Coro DI GUERRIERI
SISI » Egli è un erve;: .» Nostro sostegno egli è. Pria che da noi. » Perir di Roma il vindice si veda, » Cadrem con lui ». ; De’ vostri altari siate, Romani, difensori, (a’ suoi) Amici, protettori Siate dell'innocenza. : Giu. » Col finir de’ miei giorni, preveniamo È » Di ria vicenda i danni ». p _________(scende nel sotterraneo. Nel medesimo tempo il Popolo ed i Sol. ASTE dati si radunano innanzi all'ingresso della tomba e si accin- gono a far fronte ai seguaci di Licinio) «Lic. (a’ suoi) Amici, andiamo, ° (mentre si dispone la zuffa, il cielo si oscura, mugge strepitoso il tuono e la scena rimane soltanto illuminata dal chiaror de lampi)
Coro GENERALE
Oh terror! oh sventura! Qual tetra notte è questal Il folgor ne minaccia atra tempestal (i Soldati che più non si vedono tra di loro, si mischiano senza combattere. Licuriio scende nella tomba. Un globo di foco va ad incenerire, sull'ara che rimane accesa, il velo della Ve |___ sfale. La scena si rischiara) S.S. Olà, tutti fermate... —_——Spettacol di contento! Il ciel con un portento SE -. Palesa il suo voler. Deh! si rimiri _ La suscitata fiamma.
32 Lic Oh ciel! i Giu. Dove son io? (uscendo dalla tomba) S. S. Benefica la Dea Revoca in questo istante Del suo rigor le leggi: l’ira sua Marte disarma ; e, dell’austero nodo Mentre Vesta discioglie La sua Ministra, appaga le tue voglie. (a Licinio) Giu. Oh! clemenza del cielt La spenta face De’ miei dì si riaccende, Ed a novella vita amor mi rende. (il Sommo Sacerdote, la Gran Vestale, e seco loro i littori par- tono, portando seco il fuoco sacro) Per amarti io vivrò. (a Licinio).
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SCENA ULTIMA.
La scena si cambia e rappresenta il tempio di Venere in mezzo al bosco di rose. — Da un lato la statua di Flora. go
Coro DI VESTALI
Lieti concenti, Dolci momenti, Regnar fra noi Possiate ognor.
L’aura sia pura, Brilli natura,
I pregi suoi Debba all’Amor.
Lic., Giu. Vieni: colà sull’ ara Ricevi la mia fè.
Viver per te, ben mio,
Morir vogl’io per te.
Lieti concenti, ecc.
+ dee—